Il costo per le telecomunicazioni è in continua evoluzione: quasi ogni settimana gli operatori telefonici lanciano nuovi servizi, schemi di tariffe e promozioni. Gli uffici acquisti ed i responsabili IT non riescono a stare al passo con la continua evoluzione del mercato della telefonia e faticano a trovare le migliori soluzioni alle proprie necessità in termini di telefonia mobile e fissa, trasmissione dati, hardware, software, servizi. Per incidere davvero sulla spesa, non basta negoziare: servono competenze verticali e una visione chiara delle dinamiche di mercato.

Il primo passo fondamentale è una corretta valutazione del fabbisogno. Il risparmio non nasce da un taglio lineare, ma da una configurazione corretta. Per definire il reale perimetro di spesa, è necessario indagare ambiti spesso trascurati:

  • utenze effettive: quante sono le SIM attive rispetto a quelle realmente utilizzate? Lo scarto è spesso sorprendente
  • infrastruttura: quanti centralini, terminali e apparati di rete sono presenti?
  • rapporti contrattuali: non solo traffico, ma anche noleggi hardware, canoni di manutenzione e assistenza.

Senza questa analisi, il controllo di gestione resta “cieco”. I consuntivi complessi degli operatori alimentano una scarsa consapevolezza: la spesa viene presidiata nel suo totale, magari difesa con trattative serrate, ma raramente analizzata nel dettaglio per riflettere il reale fabbisogno aziendale.

La struttura delle offerte e dei contratti proposti dagli operatori sono un ulteriore elemento di difficoltà per il controllo dei costi. I confronti tra le proposte sono complessi da effettuare se non si dispone di una profonda conoscenza delle implicazioni tecniche e commerciali sottostanti. Anche le stesse strutture commerciali degli operatori telefonici faticano a configurare l’offerta migliore per il singolo cliente: in ogni caso dispongono sempre di una asimmetria informativa a loro vantaggio.

 

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La trappola della “nasometria” e delle offerte flat

A causa dell’asimmetria informativa a favore degli operatori e della difficoltà nel confrontare offerte tecnicamente diverse, molte aziende si rifugiano nei costi fissi (formule flat o basket condivisi).

Queste soluzioni sono calibrate su un utilizzo “medio” teorico. Tuttavia, senza un’analisi precisa dei profili di consumo, ci si affida alla “nasometria”: si ignorano i casi che si discostano dalla media, generando extra-costi per sforamenti o, al contrario, sprechi per traffico acquistato e mai utilizzato.

 

Come poter ottimizzare quest’area di spesa?

L’ottimizzazione non può basarsi sulla negoziazione di masse indistinte di profili standard. Il metodo corretto prevede tre passaggi chiave:

  1. profilazione accurata degli utenti e del traffico generato.
  2. analisi tecnica e commerciale dei contratti e delle offerte in vigore.
  3. gara di mercato, avviata solo dopo aver consolidato i primi due punti.

 

Che supporto offrono gli specialisti indipendenti?

Un team di esperti indipendenti può affiancare l’azienda in ogni fase, analizzando l’ecosistema “as-is” per intervenire su tre fronti:

  1. telefonia fissa: individuare i servizi più efficienti per abbattere canoni e costi di traffico.
  2. rete dati: ricercare le migliori condizioni economiche garantendo una qualità pari o superiore all’attuale.
  3. device mobili: cucire il miglior profilo tariffario su ogni singolo utente.

 

Vorresti analizzare se i tuoi attuali contratti di connettività sono davvero allineati alle tue esigenze? Posso aiutarti a preparare una check-list preliminare o approfondire uno di questi punti.

 

Per informazioni su come avviare un progetto di cost reduction su telefonia e connettività, scrivi a info@smartvco.com, indicando il codice “C04”

 

UNSPSC: 83130100