Costi indiretti, spese generali, costi non-core. Diversi modi per indicarli ma un comune denominatore: la tail spend. Tanti fornitori, tanti capitoli di spesa, tante energie richieste agli uffici acquisti.

Il check-up dei costi non core permette di identificare quali aree di spesa presentino il maggior potenziale di risparmio e quali siano i tempi per conseguirlo.

È uno strumento agile: un referente aziendale compila la scheda, al resto ci pensano gli specialisti delle soluzioni di risparmio, con una stima di saving che considera il settore di appartenenza. E una pianificazione temporale che illustra, per ogni stream di progetto, i tempi attesi.

 

 

I costi “non-core”

Ci si riferisce con questa denominazione a tutte le attività e i servizi che rappresentano una parte non trascurabile dei costi di un’impresa, pur non riguardando l’attività di produzione propria dell’impresa stessa. Sono considerati costi “non-core” quelli per esempio, di pulizia, delle telecomunicazioni, dei trasporti e dell’energia, ma anche quelli di cancelleria, vigilanza e mensa. E ancora gli oneri INAIL e INPS (sì, si può risparmiare anche qui!), lo smaltimento dei rifiuti e tante altre aree.

 

Perché mettere sotto osservazione i costi non core?

I costi non core nascondono un potenziale importate: ogni euro risparmiato nei costi indiretti diventa automaticamente un euro di EBITDA aggiuntivo. Sono quindi una potente leva nelle mani dell’ufficio acquisti per impattare con successo sui risultati aziendali.

 

Il check-up gratuito dei costi non core a giugno

A giungo si può usufruire del check-up gratuitamente: è sufficiente farne richiesta entro martedì 30. Nell’arco di una settimana si riceve il risultato con le indicazioni di miglioramento.

 

 

Per informazioni su come usufruire gratuitamente del check-up, scrivi a info@smartvco.com indicando il codice “C06”

 

UNSPSC: 92121500