22 Giugno 2026
Audit della supply chain: dall’assessment alle attività

Governare la supply chain è sempre più complesso. Un audit serve per valutare se l’organizzazione presenta margini di miglioramento che consentano di aumentarne la competitività sul mercato.
Tutto parte dalla possibilità di effettuare un pre-audit veloce e concreto per individuare le aree con maggiori opportunità di miglioramento, per quanto riguarda il magazzino, le scorte, l’approvvigionamento e la distribuzione.
I criteri-guida sono quelli dell’efficacia e dell’efficienza.
L’assessment della supply chain svolge quindi due compiti:
- da un lato, permette all’impresa e alla squadra di consulenza di conoscersi meglio e sintonizzarsi sugli obiettivi, senza disperdere energie in stream di progetto sterili
- dall’altro, permette di definire nel dettaglio le attività necessarie e il cronoprogramma.
Nell’audit si costruisce un piano di attività organizzate in quattro ambiti:
- supply chain management:
- ridefinizione dei processi di gestione degli approvvigionamenti
- riprogettazione delle modalità di gestione delle scorte, con l’implementazione di un piano di miglioramento dei livelli di scorta
- implementazione di sistemi di programmazione e gestione della produzione in ottica lean
- implementazione di soluzioni di supply chain management che coinvolgano fornitori e clienti strategici
- ottimizzazione della gestione dei magazzini:
- ottimizzazione dei layout di magazzino e movimentazioni interne
- progettazione di impianti di stoccaggio e movimentazione
- miglioramento della produttività di picking
- razionalizzazione flussi informativi e fisici delle merci in ottica lean
- implementazione di sistemi di identificazione automatica (codici a barre, RFID, NFC, …)
- miglioramento dell’organizzazione logistica
- miglioramento del livello di servizio:
- razionalizzazione dei flussi informativi e fisici delle merci in ottica lean
- implementazione del sistema di governance della logistica
- ottimizzazione dei costi logistici globali
- logistica distributiva:
- revisione della rete distributiva esistente
- ottimizzazione dei flussi distributivi e riduzione dei costi di trasporto
- valutazione critica dell’outsourcing (o dell’insourcing) di attività logistiche
- selezione dei partner logistici e definizione delle condizioni contrattuali.
Per permettere di assumere decisioni di indirizzo, l’audit parte dalla condivisione dell’as-is, per poi confrontarlo con gli scenari alternativi (to-be).
Per assicurare il raggiungimento dei risultati attesi e il mantenimento degli obiettivi qualitativi nel tempo, occorre infine definire un sistema di KPI e reporting e, se necessario, prevedere degli interventi di formazione ad hoc.
Come saperne di più?
Per richiedere un check-up, scrivi a info@smartvco.com, indicando il codice “L07”.
UNSPSC: 80101704