Il costo di prodotto da distinta base non basta più

Il costo di prodotto è nato per una funzione specifica: aiutare a prendere decisioni. Ma nessun numero può andare bene per tutte le decisioni. Se devo valorizzare il magazzino per il bilancio, uso il costo determinato secondo i principi contabili. Se devo decidere dove produrre e come farlo per I miei differenti mercati, quel costo non basta più. Non riflette rischi logistici, geopolitici e operativi: interruzioni nelle rotte globali, missili Houthi, crisi del Canale di Suez, picchi dei noli, il problema di materie prime e componenti, la volatilità di dazi ed energia e così via. La contabilità non vede questa complessità. L’impresa finisce per decidere con dati incompleti. Serve una configurazione di costo più ampia e dinamica: il costo strategico.

 

Che cos’è il Costo Strategico

È una configurazione di costo progettata per anticipare il futuro. Include rischi, complessità, interdipendenze; integra dimensioni logistiche, geopolitiche, ambientali e tecnologiche; supporta decisioni sulla supply chain; usa un orizzonte temporale più lungo. Non è un costo più alto: è un costo più vero.

 

Perché il costo contabile non basta

La contabilità tradizionale funziona per valorizzare il magazzino, calcolare i margini di breve, controllare l’efficienza. Non funziona per il pensiero strategico in un mondo segnato da volatilità logistica, rischi geopolitici, dipendenze di filiera, pressioni ESG e tecnologia accelerata.

 

La contabilità parla il linguaggio del passato, la strategia ha bisogno del linguaggio del futuro.

Foto di Joachim Schnürle su Unsplash

 

Le quattro categorie del Costo Strategico

  1. Costo di Posizionamento – ciò che definisce chi siamo: qualità, servizio, brand.
  2. Costo di Resilienza – ciò che protegge l’azienda: scorte intelligenti, multisourcing, nearshoring, cybersecurity.
  3. Costo di Evoluzione – innovazione, competenze, digitalizzazione, governance ESG.
  4. Costo di Scalabilità – sistemi e processi che rendono il modello replicabile.

 

Le opzioni reali: perché un costo strategico crea valore

Un investimento è una facoltà. Dual sourcing, vicinanza ai mercati, tecnologie flessibili, governance della filiera: ogni scelta crea opzioni. Il costo strategico dipende dalla mia visione sociale, competitiva, di struttura. Tiene conto dei costi e degli impatti che oggi non pago ma domani mi potrebbero domandare, se non di pagare ma potrebbero penalizzarmi in termini di reputazione e quindi di gradimento.

 

ESG e filiera

I costi ESG non sono marginali: sono nuovi fattori produttivi. Acqua, energia, emissioni, reputazione, condizioni della filiera. Una maglietta può avere lo stesso costo contabile ma costi strategici molto diversi. Se non misuro questi fattori, non vedo i rischi futuri. Pensiamo al tabacco e alle grandi cause legali per il rimborso dei danni non spiegati e poi applichiamo lo stesso ragionamento al costo del mancato smaltimento dei reflui di tintoria in Bangladesh.

 

Impatto per le imprese

Applicare il costo strategico significa decidere con orizzonte più lungo, evitare miopia, allocare meglio le risorse, leggere rischi e opportunità, dialogare meglio con banche e CDA, aumentare resilienza e competitività. Insomma essere vigili, avere un quadro ampio: essere PRONTI!

 

In conclusione

Il costo non è più solo una misura: è un cannocchiale strategica. Il Costo Strategico collega contabilità e strategia, efficienza ed evoluzione, prodotto e filiera. È un modo più vero e lungimirante di leggere il valore dell’impresa.

 

 

Contributo a cura di Sinedi, un’azienda del Gruppo CONSIDI

 

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